PUNTI DI PRESSIONE - Maestro Algisi

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RUBRICA
Parliamo dei punti di pressione ...... Introduzione

 La rubrica di Paolo Algisi

Il termine" Punti di Pressione" è sempre più diffuso,e non solo nelle arti marziali, ma anche come terminologia inserita in centinaia di annunci pubblicitari,addirittura nella pubblicità dei materassi.
Ci sono alcuni istruttori che anche se carenti delle necessarie abilità, si definiscono e si proclamano conoscitori dei punti di pressione, non dubito delle loro capacità, ma bisogna sapere diverse cose che non è facile appurare con un semplice sguardo al tipo di allenamento che viene attuato per poter giudicare.I punti di pressione non sono semplicemente una pressione di determinati punti, piuttosto si tratta di conoscere come bisogna intervenire per debilitare sistematicamente l'avversario attraverso le strutture anatomiche più deboli del corpo, tenendo conto che non è su tutti che si ottiene uguale effetto.Un denominatore comune comunque è di annullare l'aggressore senza causargli nessun tipo di lesione fisica.
Naturalmente il tutto bisogna vederlo nel contesto dell'aggressione, perché se ad essere aggredita è una persona fisicamente inferiore all'aggressore, per esempio anche una donna, bisognerà attuare un tipo di difesa che comunque non sia invalidante per l'aggressore, tipo attaccargli gli occhi, in quanto si creerà un danno fisico permanente e questo non è etico, ma cosa c'è di etico nell'aggredire una ragazza , magari per stuprarla? Anche se davanti ad un tribunale dovremo rispondere della responsabilità di ciò che abbiamo fatto, l'importante è che ognuno sia responsabile delle proprie azioni ed abbia agito in proporzione al probabile danno che ne avrebbe avuto, il concetto di proporzionalità.
La corretta esecuzione dei punti di pressione, evita le lesioni fisiche esterne di qualsiasi tipo, per cui l'unica prova possibile si basa sulla congettura e sulla speculazione, pertanto davanti ad un tribunale risulta molto difficile provare il danno, il che è un argomento in più per la difesa.I Punti di Pressione non solo funzionano, ma sono stati usati per secoli, non è una nuova arte, si praticava con molta segretezza, mentre ora si cerca di farla conoscere, la maggior parte dei metodi di difesa personale si basano sulla velocità e sulla forza,qualità che diminuiscono con il tempo, mentre i Punti di Pressione si fondano su cambiamenti di impostazioni e del ritmo, che con il tempo e l'età migliorano.Sto parlando di un'Arte Marziale che studia una serie di aree anatomiche debilitate che permettono a chiunque, nell'ambito dello stile praticato ed anche senza nessun tipo di allenamento,di agire con un'applicazione rapida ed efficace.
E' chiaramente necessario che chi applica questo metodo creda in quello che fa,ho visto tanti principianti agire senza troppa convinzione, i dubbi erano "ma funzionerà veramente ?" oppure " Spero che funzioni ! " invece di sentire e visualizzare se il tutto era fatto bene !.Angolo , Direzione ed Obiettivo sono tre elementi necessari affinchè il metodo funzioni, bisogna concentrarsi su ogni punto e perseverare finchè si assimilerà la tecnica e si riuscirà ad applicarla nella pratica, senza dimenticare che non tutti accusiamo il punto allo stesso modo!!!
Per poter studiare i punti ove applicare la pressione, è consigliabile effettuare uno studio anatomico dando un ordine allo studio stesso iniziando per esempio dalle braccia, studiandone le strutture interne, assieme alle connessioni neurologiche al sistema nervoso centrale ed al cervello.Ci sono dei Maestri che hanno studiato attraverso le università su dei cadaveri veri le strutture interne, la posizione anatomica dei nervi e della struttura dei muscoli , dei tendini e delle ossa attorno per comprendere meglio e non su foto o illustrazioni, dove sono situati i nervi e come applicare la pressione su di loro nella maniera più efficace per attaccare queste strutture.
Nel corpo esistono un gran numero di obiettivi vitali sulle strutture nervose che provocano la perdita del controllo del corpo stesso, atti riflessi ed altri effetti dannosi per le funzioni corporali normali.Normalmente , quando ci difendiamo ed attacchiamo il corpo dell'avversario, i risultati si basano sulla massa, sulla forza e sulla forma fisica, quando attacchiamo i nervi, trovandosi gli stessi tra i muscoli, i tendini, i legamenti e la struttura ossea, esistono delle zone accessibili dove poter attaccare la struttura neurologica,responsabile di tutte le funzioni e del controllo del corpo.Vi sono anche altri punti nel corpo umano, che corrispondono più direttamente con gli organi interni e le funzioni corporali.
Molti di questi punti si trovano nella schiena ma vengono considerati avanzati per due ragioni, la prima è per il pericolo che implicano per gli organi interni e le funzioni corporali, la seconda è che per potervi accedere in un combattimento reale , è necessario possedere un livello avanzato nelle abilità marziali e una ottimale conoscenza dei punti dove agire e come agire.La ragione del perché vengono considerati più pericolosi o dannosi si deve al fatto che sono in prossimità della colonna vertebrale ed al fatto che agendo su di essi si pregiudica il sistema nervoso centrale , invece dei nervi periferici.
Un metodo utilizzato attraverso i Punti di Pressione è troncare la respirazione, anche se la nostra principale preoccupazione è stato il sistema nervoso, un altro attacco non tanto benigno quanto gli attacchi ai nervi e molto meno evidente di quelli che ho appena menzionato, è quello di troncare la respirazione attaccando il sistema respiratorio.Esistono vari modi per influire sul processo respiratorio del corpo umano ed esistono un gran numero di bersagli per farlo.Vediamo un po' cos'è il processo respiratorio e perché fa parte del mantenimento della vita, in quanto così sapremo qualcosa in più su come interromperlo.
Per sopravvivere l'essere umano ha bisogno di ossigeno nelle sue cellule, che viene usato per i processi vitali.Alcune cellule possono passare un breve periodo di tempo senza ossigeno, tuttavia alcuni organi, come ad esempio il cervello, sono costituiti da cellule che fabbricano l'energia necessaria per la sopravvivenza solo se dispongono di una somministrazione continua di ossigeno( conosciuto come metabolismo aerobico).
Molti dei tessuti del corpo si differenziano per la loro capacità di sopportare l'assenza di ossigeno.Il cervello ed il cuore sono i più sensibili, inizialmente l'assenza di ossigeno colpisce la funzione dell'organo, ma in un periodo di tempo relativamente breve si produce un danno irreversibile ( questione di minuti per il cervello ) e la rianimazione risulta impossibile. Uno dei principali effetti che si producono quando si restringe o si interrompe il flusso di ossigeno, anche senza rendercene conto altera la nostra capacità di pensare chiaramente e razionalmente ed anche una modifica o riduzione delle nostre funzioni fisiche.
Un altro fattore che và considerato è che istintivamente il corpo lotterà per la sopravvivenza cercando di scappare o di reagire centuplicando le forze in un disperato tentativo di uscire dalla situazione in cui si trova.Fisicamente un altro fattore che può interferire con la respirazione è l'eccesso di peso o la pressione sull'addome, questo spiega perché le persone troppo grasse rimangono facilmente senza fiato perché avendo bisogno di una maggiore quantità di ossigeno per muovere tutto l'eccesso di peso, di conseguenza vi sarà un minore afflusso di ossigeno nel sangue. Capire come funziona la respirazione ed i fattori che la influenzano, serve a sapere anche come interromperla o pregiudicarla, ma per far questo dobbiamo conoscere anche un po' di anatomia.
Se esaminiamo gli organi notiamo che la parte più bassa dei polmoni poggia sul diaframma, un muscolo appoggiato alle costole inferiori ,allo sterno e ad alcune vertebre.inspirando ed espirando il muscolo si contrae e si espande, permettendo l'espansione e la contrazione dei polmoni che si riempiono di aria e poi la espellono.Questa è una spiegazione semplicistica del processo, perché qui entrano in gioco altre strutture ed altri meccanismi.Partecipano al processo anche strutture come i muscoli intercostali del petto e dell' addome , tutto ciò è utile per utilizzare i metodi per bloccare la respirazione ( se si usa qualsiasi metodo con una persona stanca o senza fiato per uno sforzo eccessivo, gli effetti saranno più immediati e più devastanti ).
Tutti i muscoli si contraggono e si rilassano per mezzo dello stimolo elettrico sistematico prodotto dagli impulsi del cervello, dal sistema nervoso centrale e anche dai nervi periferici.Attaccando quindi i nervi attraverso i punti di pressione del corpo, potremo interrompere facilmente queste contrazioni ed espansioni, necessarie nel processo respiratorio. Conoscendo questo siamo preparati attraverso lo studio, ad esplorare il modo per attaccare questa struttura ed influire su questa funzione vitale del corpo umano.Se pensiamo alla parte frontale superiore del corpo ed utilizzando il linguaggio dell'agopuntura, troviamo varie opzioni per influire sul sistema nervoso, i punti che poi sono i nostri obiettivi sono polmone, stomaco,milza, pancreas cistifellea , agendo su questi punti causeremo la contrazione spasmodica dei canali bronchiali o delle vie d'aria che arrivano ai polmoni.
Sono passati alcuni anni ormai da quando ho intrapreso la strada della conoscenza dei punti di pressione,è un viaggio ancora lungo ed estenuante, ma ne vale la pena vale il tempo e la dedizione che gli dedico, sembra facile, ma in realtà richiede tre cose fondamentali,Pazienza, Persistenza e Perseveranza affinchè cominci a funzionare.Non si può sperare che si impari tutto in breve tempo, non sono trucchi, ma tecniche acquisite con molta pazienza e non ci si deve demoralizzare se nella realtà alcune volte non si riesce ad applicarne alcune,bisogna perseverare !.
In questi tempi in cui la vita accelera incredibilmente, stiamo perdendo la capacità di focalizzare i nostri obiettivi e la volontà di mantenere i risultati raggiunti, abbiamo bisogno della gratificazione istantanea, mentre imparare l'arte dei punti di pressione si contrappone a questo. Non è solo un'arte fisica ma anche un'arte mentale ed è per quello che fino a poco tempo fa veniva insegnata a persone che avessero raggiunto i 40 anni e veniva fatto individualmente.
Oggi vi è un'impeto incredibile ad imparare molti punti, teorie ed altre cose che forse non hanno neanche importanza ma non si rendono conto della semplicità del metodo e soprattutto che l'attuabilità C'è anche da parte di chi fisicamente è meno forte, con possibilità invalidanti o No. Ricordo la mia prima lezione, rimasi affascinato dall'efficacia del metodo a tal punto che per un buon periodo cercavo anche durante gli allenamenti in palestra di provarne l'efficacia a tal punto che persi alcuni atleti forse perché sollecitati troppo dalle mie tecniche.Oggi non mi pento di questa scelta ne è valsa la pena.
La chiave è focalizzarsi su un punto e studiare al massimo sino a che non ottieni il risultato prefissato per poi spostare la focalizzazione su un altro punto le tecniche vanno fatte sino alla loro acquisizione ottimale. Si possono infliggere dolori, disfunzione del corpo,nausea ed una perdita di forze e nelle gambe, si può capire quanto sia importante il rispetto del compagno di allenamento in quanto lezione dopo lezione eseguendo colpi e prese a volte spaventa molto il principiante.La risposta ad un pugno può essere un colpo dato nella direzione giusta e con la giusta determinazione che invalida temporaneamente il braccio dell'avversario, come la risposta ad un pugno può essere un colpo con direzione giusta che manda ko l'avversario a cui comunque poi dovremo dargli assistenza per chè conoscere i punti di pressione è anche conoscenza per la rianimazione della persona mandata ko.
Tenendo conto della conoscenza dei punti,gli stessi devono essere sviluppati e studiati perché sono pericolosi e riguardano il sistema neurologico del corpo, ma con la conoscenza di questo tipo di punti si diviene molto più " Equipaggiati, Efficaci & Efficenti.
Vediamo ora di parlare un po' di attacchi ai tendini ed ai muscoli.Lo studio dei punti di pressione include l'alterazione delle varie funzioni corporali (ne ho già accennato precedentemente ), come quella neurologica,quella vascolare, quella respiratoria, quella digestiva ed altre, senza dimenticare quella dei tendini e dei muscoli.Approfondendo lo studio delle origini dei punti di pressione sono riuscito a trovare dei testi antichi che pur descrivendo questi attacchi ai muscoli e ai tendini li descrivono in generale senza soffermarsi mai su quello che esattamente accade o sul modo di ottenere dei risultati sul corpo umano.
Applicando i punti di pressione oltre alla distruzione fisica delle strutture per lacerazione, percussione o altro, esiste un metodo neurologico che non lesiona e che ottiene buoni risultati. Approfondendo anche lo studio di anatomia si scopre che esistono due tipi di meccanismi neurologici chiamati meccanorecettori, il fuso neuromuscolare e l'organo tendineo di Golgi, che normalmente nei punti di pressione viene chiamato apparato di Golgi.Ogni muscolo possiede questi due tipi di meccanismi per un'interazione sicura e coordinata della contrazione e della espansione. La loro funzione è di evitare che il muscolo subisca dei danni.
Se attacchiamo correttamente questi recettori,possiamo interrompere le normali funzioni e capacità della struttura e, quindi l'abilità del corpo a muoversi.Dunque il nostro corpo ha due strutture per proteggere il muscolo. Ma parliamo ora degli ATTACCHI AL TENDINE ! L'apparato di Golgi è la struttura principale che potrebbe produrre la disfunsione fisica di un tendine ( il cordone fibroso di tessuto che collega l'estremità di un muscolo con l'osso o altra struttura). Tutti i muscoli hanno un'estremità chiamata origine o base , che si trova stabilmente fissata all'osso , mentre l'altra estremità dello stesso muscolo è unita ad un altro osso e si chiama "inserzione" ( è la struttura che lo avvicina ad un'altro osso ). Per esempio quando si contrae il bicipite, si tende dalla parte bassa verso la parte alta del braccio. Il muscolo termina in tendini ed i tendini collegano il muscolo alle ossa, qui entra in gioco l'apparato di Golgi.
L'organo tendineo di Golgi è lo stesso tendine, con l'unica funzione di misurare la tensione muscolare. Un gruppo individuale di fibre muscolari si collega all'apparato di Golgi come se fossero dei cavi elettrici in una stessa presa, controlla la pressione di quel gruppo di fibre muscolari ed informa il cervello sulle piccole porzioni di muscolo e sulla sua funzione.Questo permette al cervello di controllare non solo lo stato di tutto il muscolo, ma anche quello di ognuna delle parti individuali che lo compone.Quando l'apparato di Golgi capta un'eccessiva tensione del muscolo, invia un segnale al midollo spinale che, a sua volta, provoca il rilassamento del muscolo per ridurre la tensione o il possibile danno.
Con l'aumento significativo della tensione si attiva l'apparato di Golgi ,così il modo migliore per attaccarlo è con uno sfregamento profondo e rapido, simulando una lesione veloce e potenziale del muscolo.
E' in questo momento che il muscolo si rilassa completamente, facendo si che si rilassino anche i muscoli antagonisti.Lo sfregamento deve andare nella direzione del movimento di contrazione ed espansione dei tendini, ( nella direzione della connessione tra il muscolo e l'osso , non si otterrebbero altrimenti le stesse reazioni se la direzione fosse perpendicolare).
Per esempio, attivando correttamente l'apparato di Golgi nel gomito alla base del tricipite,si rilasseranno tutti i muscoli di quel braccio appena si produrrà l'attacco, questo può essere efficacemente utilizzato per procurare lussazioni alle articolazioni, dato che i muscoli e i tendini non possono più contrarsi e mantenere ferma l'articolazione. Applicando questo si può produrre un danno grave e permanente all'articolazione ,questo livello di capacità nell'attuare la pressione sul punto stabilito e di conseguenza creare un danno grave, è la ragione per cui nelle dimostrazioni si usa molta poca forza e sforzo per non provocare danni .
Un'altra manifestazione fisica di questo è la disfunzione delle gambe, che può spiegarsi nel seguente modo: il cervello invia un segnale elettrico alla colonna vertebrale per mantenere la forza nel muscolo della gamba , ma quando viene inviato il messaggio elettrico dal braccio al cervello, quest'ultimo ha priorità sul messaggio elettrico del cervello alle gambe e, pertanto, si produce anche la loro disfunzione.Se ci pensiamo bene, abbiamo ottenuto con un piccolo sforzo la totale disfunzione del corpo con un semplice sfregamento.
Tutto ciò può sembrare assurdo per chi non ha mai praticato o quantomeno visto applicare questo metodo, ma è tutto un problema di conoscenza.Altro esempio potrebbe essere lo sfregamento del quadricipite o il tendine della rotula (un'estensione del tendine del quadricipite). Con uno sfregamento profondo dall'alto verso il basso e/o il basso lungo il tendine,l'intera gamba si rilasserà e l'articolazione del ginocchio si sovraestenderà all'indietro per la mancanza di tensione muscolare.Questo si può fare anche all'avambraccio.Stando in ginocchio o se teniamo la caviglia con un braccio , possiamo utilizzare l'altro per eseguire la frizione.Nel caso si voglia utilizzare le gambe, effettuando un calcio contro il tendine si otterrebbe lo stesso risultato.
Un altro esempio ancora potrebbe essere il tendine d'Achille, giusto sotto il muscolo del polpaccio (gastrocnemio). Molti praticanti di grappling lo utilizzano come chiave alla caviglia,per finalizzare l'avversario ed anch'io insegno in palestra diverse tecniche con questa finalizzazione,perché provoca una reazione nervosa molto dolorosa.Il miglior modo per causare la debilitazione del relativo muscolo è non solo una pressione su questo punto sensibile, ma anche con uno sfregamento profondo ricordando che quanto più rapida è la frizione, tanto più intenso sarà il dolore e la disfunzione fisica.
ATTACCHI AL MUSCOLO - Il fuso neuromuscolare si trova all'interno del muscolo e controlla il suo allungamento, più precisamente la sua lunghezza.Se il muscolo si distende troppo, il fuso neuromuscolare invia un messaggio al midollo spinale, che, a sua volta restituisce istantaneamente il messaggio, per causare la contrazione del muscolo ed accorciarlo , affinchè non subisca dei danni per stiramento eccessivo. Può sembrare simile all'apparato di Golgi, ma non è così, perché vi è una differenza sostanziale fra i due, infatti il fuso neuromuscolare fa in modo che il muscolo si contragga affinchè non si allunghi eccessivamente, mentre l'apparato di Golgi fa in modo che il muscolo si rilassi per ridurne la tensione.
Attivandosi il fuso neuromuscolare quando il muscolo si estende in eccesso, il miglior modo per attaccarlo è lo sfregamento, come nell'apparato di Golgi,ma con la reazione contraria della contrazione del muscolo.Quando si attacca bene il fuso neuromuscolare, il muscolo si contrae rapidamente, a sua volta questo può colpire tutte le strutture connesse e sembrare simile ad un'implosione.Diciamo che se attacchiamo il bicipite con un colpo di nocca direttamente al centro, ma applicando un leggero trascinamento. Le fibre muscolari si distenderanno rapidamente facendo in modo che il fuso muscolare contragga il muscolo,immediatamente questo contrarrà contemporaneamente l'avambraccio e i muscoli del deltoide, dorsale largo e pettorale, provocando un crampo nella parte laterale e frontale del corpo.
Vediamo cosa succede al dorsale largo per fare un altro esempio. Se lo colpiamo direttamente si produrrà del dolore, ma se trasciniamo un po' il colpo, come se il muscolo si estendesse in eccesso, l'effetto sarà molto più drastico , per primo si produrrà la contrazione rapida del muscolo, seguita da una paralisi rimanendo cosi esposti i punti vitali della testa, del collo e della schiena dell'aggressore.
Un altro esempio potrebbe essere il grande gruppo di muscoli del quadricipite , presente nella parte anteriore della coscia.Se lo colpiamo con un angolo di 90° verso l'osso , si produrrà dolore e disfunzione, ma possiamo aumentare questi effetti se attacchiamo con un angolo di 45°. Facendo ciò si attiverà il fuso neuromuscolare, dando l'impressione che il muscolo si estenda in eccesso.Il quadricipite si contrarrà così rapidamente, che si potrà produrre facilmente una sovra-estensione del ginocchio, un dolore acuto e una paralisi di tutta la gamba.
Bisogna fare attenzione durante gli allenamenti perché si può danneggiare anche il tessuto vascolare, prodursi degli ematomi e non necessariamente nel punto di impatto, poiché il sangue versato dalla vena danneggiata , può fermarsi in qualunque parte della gamba, formando un coagulo causando così altri problemi di salute al recettore dell'attacco. Conoscere e riconoscere le reazioni, i movimenti e le disfunzioni che si producono nell'avversario, ci aiuterà a risolvere diverse situazioni.
Possiamo intervenire su tutti i tendini e i muscoli del corpo nel modo che ho descritto, ma è importante sapere che non sono solo questi i punti in cui si può agire.Parleremo prossimamente degli attacchi alla testa, corpo, gambe braccia ecc..
Parliamo dei punti di pressione applicati al GRAPPLING.Dal momento che le arti marziali hanno messo in evidenza il Grappling, è bene che chi pratica le arti marziali inserisca nella propria preparazione anche l'eventualità che il Grappling gli sia necessario per la sopravvivenza. In qualunque arte marziale l'obiettivo fondamentale è esprimere la massima potenza con il minimo sforzo, l'utilizzo dei punti di pressione aiuta ad ottenere questo risultato più rapidamente.
Conoscere le strutture anatomiche deboli dell'avversario e le loro risposte automatiche, non offre solo a chi pratica i punti di pressione il vantaggio della sorpresa e dell'efficacia , ma anche quella della strategia. Dalla posizione di Clinch in piedi, le spazzate e i controlli sino alla finalizzazione, tutti i componenti del Grappling sono idonei per l'applicazione di questa conoscenza, di questa abilità.Avendo conoscenza di un'abbondanza di punti di pressione,c'è sempre un obiettivo da colpire, perciò non importa quale situazione vi tenga l'avversario,c'è sempre una soluzione che vi darà il vantaggio ed il vostro avversario non saprà mai
dove e come colpirete.
Focalizziamoci sul Clinch,dove cominciano molti combattimenti reali ed anche molte competizioni,dove due lottano per la supremazia, il loro equilibrio ed il loro vantaggio.dato che molti (soprattutto i lottatori ben allenati ) sono coscienti delle spazzate, delle proiezioni e delle finte, cercano di sentirli e compensarli, hanno sviluppato un istinto naturale e possono anche essere superiori di stazza, forza o resistenza,il risultato di questo è una buona conoscenza ed un buon allenamento dei punti di pressione. In genere chi lotta non fa molta attenzione alla posizione delle mani, perché apparentemente non sembrano una minaccia,non prevedono che con un giro del polso possiamo far centro nell'organo tendineo dell'apparato tendineo di Golgi dei gomiti, il quale neurologicamente debiliterà tutto il loro corpo. Il corpo debilitato si muoverà per rispondere al suo stesso sistema nervoso invece di rispondere alla loro mente , il loro corpo risponderà come volete voi in base al punto di pressione colpito o frizionato.Applicando loro una chiave al gomito, rapida ed efficace e facendo loro perdere facilmente l'equilibrio, senza che possano evitarlo, avrete guadagnato l'entrata, la posizione o la spazzata, ma questo non è che il principio. Applicando i punti di pressione, mi sono reso conto che qualsiasi sia l'attacco portato, sia a mani nude che a mano armata, la risposta rapida d'attacco ai punti di pressione dà dei risultati veramente strabilianti anche se portati non con la massima potenza.
Una volta portato a terra l'avversario si può passare ad una leva al braccio per esempio, ma questa tecnica è conosciuta da chi è allenato al Grappling e possono opporvisi ma se premiamo per esempio un punto del polso, debiliteremo il loro braccio e causandogli dolore fa loro pensare a proteggersi invece di contrattaccare. Prima che si rendano conto verranno finalizzati, non tanto per il blocco al braccio, bensì per il dolore e la disfunzione del loro corpo causata dal punto che avremo colpito.

I nervi del corpo, hanno risultati prevedibili e per chi pratica arti marziali e lavora su di essi , anche affrontando un atleta piu giovane, piu rapido e piu in forma fisica, non e' necessariamente in svantaggio! si puo passare dal controllo alla fuga e alla finalizzazione combinando una serie di bersagli ai quali si puo accedere. se l'avverario e' stato abbastanza abile da rimettersi e fare un contrattacco, si puo ritentare piu volte, cambiando a seconda della situazione creatasi , attaccando un punto diverso da quello precedentemente preso.
Conoscendo semplicemente questi punti di pressione che rende l'avverasrio vulnerabile e come reagisce l'avversario una volta premuto uno di questi punti, si puo attuare una strategia portando l'avversario nella posizione da noi prima pianificata ed impedendogli di modificare la base o la posizione .una persona qualunque che abbia studiato i vari bersagli nervosi e la varieta' di occasioni che offrono, deve imparare altre abilita' e livelli di capacita' allenandosi su tali obiettivi.
E' importante considerare gli aspetti di disfunzione di ogni punto quando siamo in contatto fisico con un avversario onde evitare di attaccare un punto la cui reazione possa trascinarci con lui verso il suolo, bisognera' fare maggiore attenzione al come e dove si cade, se si piega o se salta, tutto per la nostra sicurezza , e' molto importante comprendere quali punti faranno piegare la schiena all'avversario e quali faranno estendere le sue estremita' inoltre quali punti le faranno collassare o contrarre , perche saranno a stretto contatto con noi e lotteranno per recuperare l'equilibrio o la posizione.
Se, per esempio, l'avversario ci afferra con forza con tutte e due le mani, i muscoli delle sue braccia e tutti quelli della parte anteriore del suo corpo saranno tesi , di modo che le strutture nervose siano nascoste o protette da un eventuale attacco. la schiena, la testa ed in alcuni casi le gambe saranno gli unici punti accessibili, attaccando questi punti correttamente avremo facilmente ragione dell'avversario sia che il tutto si sia svolto sia in piedi che a terra. questa strategia presuppone una sfida dinamica ed in costante movimento quando applichiamo il grappling, soprattutto al suolo.
Il segreto per poter applicare tutto cio e' nel costante allenamento per migliorare le capacita'anche perche spesso ci si trova in situazioni di stress dove e' difficile individuare i punti e soprattutto potremmo trovarci nella condizione di non poter applicare cio che ci eravamo premessi dovremo quindi cambiare immediatamente l'obiettivo per poter avere ragione dell'avversario. altro problema che potremo trovarci e' che non avendo l'esperienza sufficiente per attuare la tecnica, si sbaglia il punto anche se di poco, questo ci mettera' in difficolta' con l'avversario, quindi il segreto e' allenarsi, allenarsi, allenarsi.


 
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